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Si Vif tra i "Magnifici 7" di Bielle

Importante riconoscimento per Luigi Maieron: l'album "Si vif" è stato inserito tra i "Magnifici 7", i sette migliori album di musica d'autore in Italia nell'ultimo decennio, dal sito della Brigata Lolli "Bielle". Gli altri artisti sono Francesco De Gregori, Davide Van de Sfroos, Vinicio Capossela, Sulutumana, Max Manfredi e Gianmaria Testa.

www.bielle.org

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Osservazioni sull'ultimo Luigi Maieron

Diffondiamo l'articolo "Si vif distes, ma al coste un pouc di plui. Riflessioni sull'ultimo Luigi Maieron" del prof. Luigi Gregoris, dell'Università di Udine. Il saggio è pubblicato in "Il Bianco e il Nero", Studi di Filologia e di Letteratura, Università degli Studi di Udine, Forum, VII, 2004-2005, pp. 43-62

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pdf articolo_maieron 23/06/2007,16:08 654.82 Kb

 
I ricordi con le rughe

 

Note in margine a Luigi Maieron, La neve di Anna, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2004.

Prof. Luigi Gregoris, Università degli Studi di Udine

Scarica il saggio in formato PDF pdf i-ricordi-con-le-rughe 100.70 Kb

A distanza di pochi mesi sono apparse le autobiografie di due figure significative della canzone d'autore italiana; per la maggiore casa editrice nazionale (1) Francesco Guccini pubblicava la terza parte di una saga iniziata con Feltrinelli (2), Cittanòva Blues, sulla Bologna degli anni '60 e '70 (ottobre 2003); un piccolo ma sagace editore di provincia, Giovanni Santarossa, sollecitava invece Luigi Maieron a dare alla luce il suo La neve di Anna (marzo 2004) (3), che si sofferma sullo stesso periodo (ed oltre) in Carnia. Le analogie, tuttavia, finiscono qui: si vedano ad esempio i due incipit: E ancora una volta, come in un'infinita Rail Road Stéscion, si cambia, ma non per Carpi-Suzara Mantova, non solo appartamento o quartiere, non quadrante o sestiere, non da via Pistolazzi a via Fracazzo da Velletri, non da qui a lì. Cambi tutto. Todo. Definitivamente. Cambi cità. Es la Despedida (4).
Così, invece, Maieron:
Ci sono ricordi che non scelgono la memoria per ritornare. Sono sempre presenti come una seconda pelle, con qualche ruga da subito. Non è solo il vissuto o il segno del tempo ma è la vita, che lascia le sue tracce senza dare spiegazioni. Mia madre aveva sedici anni quando rimase incinta. Era stato un uomo più grande di lei ad amarla. Per i miei nonni la vita aveva preso le sembianze di una delle streghe che si incontravano sul Tenchia, il monte del nostro paese Cercivento, e il suo ballo li spaventava (5).

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