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Si Vif tra i "Magnifici 7" di Bielle

Importante riconoscimento per Luigi Maieron: l'album "Si vif" è stato inserito tra i "Magnifici 7", i sette migliori album di musica d'autore in Italia nell'ultimo decennio, dal sito della Brigata Lolli "Bielle". Gli altri artisti sono Francesco De Gregori, Davide Van de Sfroos, Vinicio Capossela, Sulutumana, Max Manfredi e Gianmaria Testa.

www.bielle.org

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Con il cielo e le selve

Testi di Mario Rigoni Stern
Interpretazione e regia di Pino Petruzzelli
Canzoni composte ed eseguite dal vivo da Luigi Maieron

Lo spettacolo è stato rappresentato con la presenza di Luigi Maieron (accompagnanto da Franco Giordani) al Mittelfest 2008, al Tigullio Festival di Santa Margherita Ligure (edizione 2008) e al Teatro Duse di Genova dall'11 al 15 febbraio 2009.

Lo spettacolo segue le orme ideali di Mario Rigoni Stern sui sentieri dei monti e degli altipiani incontaminati dove il grande scrittore amava camminare in silenzio. Diceva Rigoni Stern: “Mai come oggi l’uomo che vive in Paesi industrializzati sente la mancanza di “natura“ e la necessità di luoghi: montagne, pianure, fiumi, laghi, mari dove ritrovare serenità ed equilibrio.“ Pino Petruzzelli diventa testimone dell’amore di un uomo per la propria terra, interpretando i protagonisti del libro Uomini, boschi e api, edito da Einaudi. “Storie che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare.” Così passeggeremo idealmente per i boschi guidati da Mario Rigoni Stern. Insieme, sulle nevi invernali, seguiremo le orme insanguinate di un lepre tanto caparbio da riuscire a sopravvivere alle brutte ferite procurate da un’auto che lo ha investito. Entreremo nella locanda di un “paese sperso tra le montagne“ e ci riscalderemo bevendo un bicchiere di vino in compagnia di un operaio di città venuto lì, nel mese di ottobre, a trascorrere la sue ferie: “Qui, in questo periodo, tutte le cose che credevo dimenticate nella memoria e nel lavoro della fabbrica me le ritrovo davanti nuove e antiche come l’alba.“ Durante un temporale, sotto le felci, insieme a quattro boscaioli, troveremo un piccolo capriolo appena nato, quasi senza vita e battuto dalla pioggia. “Non toccatelo“ dice uno dei boscaioli “se sente il nostro odore la madre lo abbandona. Non lo riconosce più. Andate a prendere delle scorze e dei rami, dobbiamo fargli un ricovero sennò la tempesta lo ammazza.“ Viaggeremo con l’emigrante italiano che trascorse tutta la vita in America a costruire grattacieli e che, alla fine, oramai stanco e nonno, volle tornare al paesino dov’era nato. Voleva rivedere i luoghi della giovinezza, sentir parlare il dialetto, ritrovare i compagni e, magari, giocando a carte, ricordare quando andavano a morose nelle stalle d’inverno. Ma il destino, in quel viaggio, gli riservò un’altra sorpresa … Come scenografia dello spettacolo solo l’incanto di una notte stellata e i rami di un grande albero. Solo il cielo e le selve.

Recensione www.cinemaeteatro.com (di Umberto Rossi, 12/2/2009)

valutazione: * * * *

Mario Rigoni Stern è stato uno dei grandi saggi della letteratura e della cultura italiane. I suoi libri – da Il sergente nella neve (1953) a Stagioni (2006) – e la sua vita sono stati una continua testimonianza d’amore per la montagna, la cultura che ha ispirato, il ricordo di un mondo profondamente offeso da una malintesa modernità. Pino Petruzzelli, regista e attore solitario quanto efficace di un preciso indirizzo di teatro, ha tratto da Uomini, boschi e api (1980) uno spettacolo straordinario, Con il cielo e le selve, in cui, senza modificare una sola parola rispetto alla pagina scritta, riesce a condurre lo spettatore in un mondo semplice e arcaico, pulito e complesso, tenero e duro.Un universo in cui anche la morte, quella naturale e quella data dal cacciatore, fanno parte di un quadro articolato e leale ove ciascuno ha il suo ruolo e lo ricopre rispettando quello degli altri, uomini o animali poco importa. Ne nasce, anche grazie alle belle melodie proposte da Luigi Maieron e Franco Giordani, uno spettacolo soffuso di virile malinconia per un universo e un’etica che sembrano appartenere alla preistoria, a tempi in cui l’uomo era ancora tale e rispondeva in prima persona dei suoi gesti. Si veda, a questo proposito il parallelo, appena accennato ma denso di significato morale, fra la fatica del cacciatore e la canna di fucile che spunta dal finestrino dell’automobile di passaggio e abbatte l’animale senza lealtà e utilità. Quello che è proposto è un salto dolce e duro in un passato forse perduto per sempre, ma non meno importante o gravido di conseguenze. In tutto questo un ruolo essenziale lo assume la straordinaria capacità affabulatrice di Pino Petruzzelli, oggi uno dei maggiori narratori del teatro italiano, capace di far rivivere con la modulazione della voce paesaggi montani e distese innevate, incontri conviviali e rudi confronti fra uomini e animali. Davvero da non perdere.

Testo: Mario Rigoni Stern (1921 – 2008); produzione: Centro Teatro Ipotesi; regia e adattamento teatrale: Pino Petruzzelli; canzoni eseguite dal vivo: Luigi Maieron; mandolino e bouzouki: Franco Giordani; luci: Francesco Ziello: interprete: Pino Petruzzelli. 

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Con il cielo e le selve, www.lormaonline.com 15 febbraio 2009

di Francesca Garrè

(…) il racconto per mano di Rigoni Stern assume la voce di Petruzzelli sul palco e le alterne vicende di un capriolo, un cacciatore, una lepre, una cornacchia e un vecchio emigrante tornato in vacanza nel suo paesello si materializzano nella mente degli spettatori. Basta chiudere gli occhi sulle note delle canzoni di Luigi Maieron e al vibrare della sua chitarra sembra davvero di vedere un volo di beccaccia tra i rami di pino e di ascoltare un fremito d’ali nel silenzio di un bosco innevato. (…)

Attore e musicisti sul palco aprono una finestra panoramica sul mondo naturale facendo sentire gli spettatori in sala partecipanti commossi a quella meraviglia, fino alle note finali: “Libero come il pensiero, forte come il suo tabacco, vino, tabacco e cielo”