| Brevi note sui testi |
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I titoli delle canzoni sono:
- Ognun bale cun so agne Questo proverbio è una sorta di esclamazione che non ha un significato letterale, se non indirettamente. Infatti il vero significato della frase sottintende il rapporto tra comportamento e necessità; come a dire che ognuno vive come può! Viene usata per spiegare una decisione che può sembrare strana o semplicemente per sentenziare che non vi era possibilità diversa. Solo l'interessato conosce i motivi del suo comportamento. Solo lui sa perché ha agito in un dato modo. Il detto prende spunto dal fatto che il ballo era uno dei principali divertimenti; molto diffuso; imparare era una aspirazione ed una conquista, la zia più che un genitore, esercitava la naturale predisposizione all'insegnamento. Vi era quel tanto di confidenza che permetteva di imparare pur tra tanti sbagli contando sulla sua benevolenza. Si avanza, in bilico tra l'aspirazione alla spiritualità celeste e la tendenza a godere delle gioie materiali della vita terrena.
A passo di donna Nei sentimenti la maggior maturità della donna. Vi è nostalgia e piccole fughe incerte tra i suoni dei sentimenti e il rumore degli assenti. Ma vi è anche resistenza, decisione a continuare capacità ad amare, o a voler bene, anche in situazioni difficili. Una scelta importante ci lascia alle conseguenze. A volte sei troppo giovane per determinate decisioni. Qualcosa o qualcuno improvvisamente attira la tua attenzione; ma resisti e procedi sulla strada scelta. Gli opposti ci appartengono e muovono le possibilità. Sotto la forte luce del sole in una atmosfera quasi festosa si vede il giorno che muore. Fai i conti con il tempo, con i vuoti che ci lascia e soprattutto con l'amore che si perde.
Une mari (una madre) C'è quasi sempre una donna a sostenere il dolore in famiglia. C'è una moglie dietro un marito , c'è una figlia dietro un padre, una madre ad accudire un figlio che sta male. La madre è una delle forme d'amore più alte. Il suo cuore è molto più saggio. Cosa prova nel sostenere il dolore di un figlio che soffre? Quanto racconta una sua lacrima? Una madre è capace di accudire ad un figlio in modo speciale. Come un ciclo della natura, come un uccello che migra quando è il momento, lei riprenderà dentro di sé il figlio in difficoltà e gli darà nuova forma per poi partorirlo nuovamente.
Mago tiraca (Mago tiracca) Bortolo Del Negro ha perso la sua gamba destra in Austria dove lavorava come boscaiolo. Seduto fuori all'osteria prevede il tempo dai dolori dei nervi recisi. I ragazzi lo prendono in giro: Ma va là Mago bretella (la sua gamba matta era tenuta da due grosse bretelle) gamba di faggio, corsaro nero come può un alluce perso in Austria tra due tronchi prevedere pioggia così abbondante in Carnia. E' il cerchio di freddo attorno al dito, a muovere il ricordo di Bortolo, dove un tempo vi era una fede che ora non c'è più. Il dolore fisico dell'arto mancante di Bortolo va a confinare con il dolore esistenziale per un matrimonio finito. Passato e presente si fondono. Atmosfere d'Infanzia, con gli scherzi, e gli schiamazzi di una vita di paese lasciano il posto alla nostalgia, ad un matrimonio che non ha funzionato. E' forte il ricordo, tutto è ancora lì. Bortolo si materializza e viene avanti come un fantasma zoppo. Ritorna il coro dell'osteria a riscaldare quel cerchio di freddo attorno al dito.
Dal Cjalt al freit (dal caldo al freddo) Situazioni, eventi, stagioni, passano. Così come la vita che spesso non si riesce a vivere per intero. In balia del caso metto insieme le mie difese e mi allontano dal resto.
Cosa succede se il cuore viene trattato come un elettrodomestico; se gli viene spostata la manopola dal caldo al freddo? Passa tutto e io provo ancora amore per te. Il cuore batte ancora. Gli uomini di Carnia nei primi anni del 1900 (e fino agli anni '60) erano destinati ad emigrare per sopravvivere. Così Boschetti Daniele di Cercivento. Lavorava in Austria nei pressi di Mauthen. Era uno stagionale partiva a marzo per tornare a dicembre. Quell'anno non torno'. Anna la moglie aspettava ma i giorni passavano e lui non rientrava. Qualcuno le disse che in Austria aveva un'altra donna. Il tre di gennaio del 1911 Di Vora Anna di Cercivento parti a piedi con destinazione Austria per verificare se quanto le era stato detto era vero. Quando dopo otto ore di cammino arrivò al cantiere, davanti alla casetta di legno assegnata al marito, bussò. Le apri una donna e dietro apparve suo marito che le disse: ‘Ce fastu achì gire i tacs e torne a cjase'. E Anna riprese il viaggio.verso casa. Ma ormai era quasi buio e lei troppo stanca. Raccolse del fogliame e vi trovò riparo per la notte. Le sue lacrime raccontavano alla neve il suo dolore e la neve cadendo le accarezzava le spalle quasi a consolarla.
Il vento di casa
Mieli (Mieli) Canto tradizionale carnico della fine dell'800. Il protagonista ha lasciato quella piccola frazione (Mieli- Carnia) di poche decine di abitanti. Vive in un posto molto più grande ed ha molte più cose; non riesce comunque a spiegarsi perché ogni volta che passa vicino a Mieli prova tanta nostalgia.
In viaç (in viaggio) In viaggio con un figlio che cresce o con un figlio che sta recuperando. Accorgersi che molte cose che si cercano ci sono già. Accorgersi che un figlio è il posto che non può mancare, accorgersi che un figlio chiude la parentesi di una famiglia che l'amore tempo prima aveva aperto nella coppia. La mancanza di un figlio lascia un vuoto che non si riempie.
Une primavere (una primavera) Inseguire una propria primavera che ti permetta di ripartire da qualsiasi trauma, delusione, mancanza. Il seme si torna a muovere, riporta la vita e si riparte meno assorbiti; con le ferite esposte all'aria in attesa di una guarigione. Il dolore non ti da scampo e viene a dirti dove dovevi stare più attento. Pretende da te la forza, e spesso la forza, la solidità si costruiscono sulla fragilità che colpo dopo colpo mette in piedi una sua struttura. Ogni nascita o rinascita porta qualcosa di nuovo e di diverso. Si torna a pratire. |

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