Testi SI VÎF

Si vîf

Si vîf di timp e di un trimâ da simpri Si vîf di lûsj e di...

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Si vîf

sivif.jpg

Luigi Maieron (voce, chitarra)
Michele Gazich (violino, viola)
Luca Ferro (fisarmonica)
Elena Ambrogio (flauto traverso)
Giancarlo Prandelli (basso)

Testi e musiche di Luigi Maieron
Prodotto da Michele Gazich e Massimo Bubola
© Eccher Ed. Musicali - Warner Chappel Music Italiana

Si vîf - testi completi

Anime Femine

Gigi Maieron - voce, chitarre acustiche
Lucia Clonfero - violino
Martina Bertoni - violoncello
Elisa D'Agostini - viola
Lino Straulino - chitarra elettrica, chitarra classica, mandolino, basso
Stefano Amerio - pianoforte, tastiere
U.T. Gandhi - percussioni
Edizioni Musicali NOTA

La strade di mie?

Chest timp al ? partur?t
i oms ch'al ? vol?t
e al ti d? se tu st?s
e al ti p?e se tu seis;
ma nol ? d?l di chei ch'?i s?ntin il nue,
e nol ? d?l di chei ch'?i s?ntin il nue.
Salt? da une a di ch? ?te,
salt? cul gno peis di plume
denti di me a no cambiar? mai:
j? sei di un am?r ch'a no mi cjale
e nol ? d?l di chei ch'?i s?ntin il nue,
a nol ? d?l di chei ch'?i s?ntin il nue.

A sofle un'?te arie e j? stoi a sint?;
il biel crod?t,
il biel ch'al p?e,
j? stoi a sint?;
las m?s pi?ules goles, cjadenes di ?res
la m? strade di mie? j?, j? la intivi e no.

J? sint i miei d?s agns di mancul
e i v?f i miei d?s agns di plui
j? sai che doman
alc di me al cirar? ce ch'i l?sci da?r
e a nol ? d?l di chei ch'a s?ntin il nue
e a nol ? d?l di chei ch'?i s?ntin il nue.

La strada di mezzo

Questo tempo ha partorito
gli uomini che ha voluto,
ti d? se ci stai, ti paga se ci sei;
ma non ha piet? di chi sa sentire il nulla,
non ha piet? di chi sa sentire il nulla.

Saltare da un giorno all'altro,
saltare con il mio peso di piuma
dentro di me non cambier? mai:
io sono di un amore che non mi guarda
e non ha piet? di chi sa sentire il nulla,
non ha piet? di chi sa sentire il nulla.

Soffia un'altra aria ed io resto a sentire
il bello aspettato,
il bello che paga,
io resto a sentire
le mie piccole voglie, catene di ore,
la mia strada di mezzo, la trovo e no.

Sento i miei dieci anni in meno
e vivo i miei dieci anni di pi?
so che domani
qualcosa di me cercher? ci? che ho lasciato
e non ha piet? di chi sa sentire il nulla,
non ha piet? di chi sa sentire il nulla.

A mi vevin det

A mi vevin det ch'i cerivis int
a mi vevin det che ach? lav?r a 'nd'?
mi lu vevin det e j?, j? sei vign?t
mi lu vevin det, det: sei ach? par chel.
No impuarte! Cjatarai da un'?te bande.
No impuarte! Casomai tornarai a prov?.

La m? vite a ven e j?, j? no ?i nue da d?j;
la m? vite a entre e j?, j? scuen domand?:
'Daimi da f? fen, da f? f?r un bosc!
Daimi un tic di ?ghe, daimi un pouc di ce ch'i veis!'

Ce ch'a ere ch'i volevi,
ce ch'a ere ch'i cirivi
ce ch'a ere che no ?i, no ?i:
'un am?r, un am?r dome gno!'

Cu?si, cu?si an rason l?r
cu?si, cu?si sei content
di une vite cence mai svual?
di une vite cence cjamin?.
No impuarte!
Cjatarai da un'?te bande.
No impuarte!
Casomai tornarai a prov?.
A cui impu?rte se j? no sei nissun?
A cui impu?rte se j? un lav?r no ?i?
Da nou la int ch'a tas a s? encje vos?.
Da nou il pan al coste, ma a coste encje roub?.

Ce ch'a ere...
no impuarte.

Mi avevano detto

Mi avevano detto che cercavate gente
mi avevano detto che qui lavoro c'?
me l'avevano detto e io sono venuto
me l'avevano detto: sono qui per questo.
Non importa, trover? da un'altra parte.
Non importa magari torner? a provare.

La mia vita viene e io non ho nulla da darle
la mia vita entra ed io devo chiedere:
datemi da fare fieno, da sistemare un bosco
datemi un po' d'acqua, datemi un poco di ci? che avete.

Cos'era che volevo
cos'era che cercavo
cos'era che non ho:
un amore solo mio!

Quasi, quasi hanno ragione loro
quasi, quasi sono contento
di una vita senza mai volare
di una vita senza camminare.
Non importa
trover? da un'altra parte.
Non importa
magari torner? a provare.
A chi importa se io non sono nessuno?
a chi importa se io non ho un lavoro?
Da noi la gente tace ma sa anche gridare.
Da noi il pane costa ma costa anche rubare.

La m? vite a ? cheste

Ehi! La m? vite a ? cheste!
I deits dal c?s
?i an toc?t
su la m? puarte;
i deits dal c?s
?i an toc?t
e cum? ?i son denti
e riv?t i ?i sint?t:
il timp,
la t? vous
e l'am?r.
Ehi! La m? vite a ? cheste!
?i fin?t di prov?, cum? si va.
Sint che tancj an alc da d?
ma il l?r am?r nol reste;
sei di un timp che no sai
e che nol sa nue di me.
Sint il cjalt che j? sint: la m? poure.
Sint la vous che j? sint: il gno am?r.

F?r di scuele il gno mist?r
la m? vite a ? cheste!
J? mi stren?,
j? ch'i v?l vei ce ch'al ? viert.
Sint che tancj an alc da d?
ma che nissun si ferme;
sei di un timp che no sai
e che nol sa nue di me.

Ehi! La m? vite a ? cheste!
I deits dal c?s
?i an toc?t
e cum? si va.
Pierdi,
vinci e part?,
j? cum? sei denti
e riv?t i ?i sint?t:
il timp,
la t? vous
e l'am?r.

La mia vita ? questa

Ehi, la mia vita ? questa!
Le dita del caso
hanno bussato
alla mia porta;
le dita del caso hanno bussato
e sono dentro,
arrivando ho sentito
il tempo,
la tua voce
e l'amore.
Ehi, la mia vita ? questa!
Ho finito di provare adesso vado.
Sento che tanti hanno qualcosa da dire
ma il loro amore non resta,
sono di un tempo che non capisco
e che non sa nulla di me.

Senti il caldo che io sento: la mia paura,
senti la voce che io sento: il mio amore.

Fuori di scuola il mio mestiere
la mia vita ? questa!
Io mi chiudo,
io che voglio ci? che ? aperto.
Sento che tanti hanno qualcosa da dire
ma nessuno si ferma;
sono di un tempo che non capisco
e che non sa nulla di me.

Ehi, la mia vita ? questa!
Le dita del caso
hanno bussato
adesso si va.
Perdere,
vincere e partire,
adesso sono dentro
ed arrivando ho sentito
il tempo,
la tua voce
e l'amore.

L'arie buine

L'arie buine da binore
a si puarte via la not
e ogni d? al si f?s dongje
par ogni om ch'al jove.
A 'nd'? alc in ogni om,
alc di ferm ch'al sta bessol
e che da simpri al si mouf
par f? cunfin cun doman.
A 'nd'? un timp e un'?te strade
a ? la v?e di alc di v?r
dopo i v?i ch'?i si cjalavin
cence viodi mai nissun.
Come mans i si viergevin,
come mans usades a d?,
ce ch'al ? d? tant ch'a mancje
ce ch'al ? il durm? ch'a si mouf.
E vor?s puart?ti vie
e vor?s v?iti par me.
I sin st?ts am?s e fradis,
i sin st?ts dut ce ch'an det di nou
e encje-m? se si cjat?n
davent?n alc di plui.
Si sin d?ts dut ce ch'i vevin
e a moments no sin bast?ts
ma l'am?r al met in bande
alc par cui ch'al sa tign?lu.
E vor?s puart?ti vie
e vor?s v?iti par me.

L'aria buona

L'aria buona della mattina
porta via la notte
ogni giorno si fa vicino
per ogni uomo che si alza.
C'? qualcosa in ogni persona,
qualcosa di fermo che sta solo
e che da sempre si muove
per fare confine con il domani.
C'? un tempo e un'altra strada
? il desiderio di qualcosa di vero
dopo gli occhi che si guardavano
senza vedere nessuno.
Come mani ci aprivamo
come mani abituate a dare,
che cos'? che da tanto manca
che cos'? il dormire che si muove.
E vorrei portarti via
e vorrei averti per me.
Siamo stati amici e fratelli,
siamo stati tutto ci? che hanno detto di noi
e ancora se ci incontriamo
diventiamo qualcosa di pi?.
Ci siamo dati tutto ci? che avevamo
ed a momenti non ci siamo bastati
ma l'amore mette da parte
qualcosa per chi lo sa tenere.
E vorrei portarti via
e vorrei tenerti per me.

Il timp dai oms

?rin tancj e no sin ?ti,
ducj a? come ogni d?;
i spietavin la paraule
une buine novit?t.
Sot di nou a bat da simpri
v?e e poure di part?;
forsi tancj a no lu san
ch'?i son l?r
chel c?l ch'?i viout dif?r, 
ch'?i son l?r chel c?l dif?r.
Sot di nou il timp al passe
e cun lui din vie dut
e a sam? che il timp dai oms
nol si s?ti mai ferm?t;
ma i am?rs pierd?ts in cjase
cuanche a r?stin di bessoi
a si cj?lin cence d?si
ch'?i son l?r un pouc
ce che an lass?t,
ch'?i son l?r un pouc
ce che an pierd?t.

Stoi tal d? che voi al entre
stoi cun lui ach? ogni d?
il d? al ven, mi passe dongje
e j? no sai mai nue di lui.

?rin tancj, sin l?ts a lunc
?rin fruts e sin gi? oms;
oms ch'i giu?n cul doman
ma il doman a no si viout
voi sei us?t a vivi in doi
intun pa?s sier?t in cjase
cui am?s
che ?i vevin v?e di am?s
cui am?s
che ?i vevin v?e di am?s.

Il tempo degli uomini

Eravamo tanti e non ci siamo pi?
tutti l? come ogni giorno
aspettavamo la parola
una buona novit?.
Sotto di noi batte da sempre
desiderio e paura di partire
forse tanti non sanno
che sono loro
il cielo che vedono fuori.

Sotto di noi il tempo passa
e con lui regaliamo tutto
e sembra che il tempo degli uomini
non si sia mai fermato
ma gli amori persi in casa
quando restano soli
si guardano senza dirsi
che sono loro un poco
ci? che hanno lasciato
che sono loro un poco
ci? che hanno perso.

Sto nel giorno che oggi entra
sto con lui qui da sempre
il giorno viene, mi passa vicino
ed io non so nulla di lui.

Eravamo tanti, siamo andati oltre
eravamo bambini e siamo gi? uomini
uomini che giocano con il domani
ma il domani non si vede
oggi mi sono abituato a fare da numero
oggi mi sono abituato a vivere in due
in un paese chiuso in casa
con amici
che avevano bisogno di amici.

L'?ghe grande

Prime di vei cjatade la strade
prime di vei ce che nol cambie mai,
i sai che il timp denti di me a nol si ferme mai,
i sai che il timp denti di me a nol si fermar?.

Jessi lontan, jessi nissun come la le? ch'a no ven mai;
come la le? ch'a clame e no d? nue.

Dopo che un s'inv? ce ch'al ti lasce,
ti lasce il vueit di no vei det di plui
ti lasce il vueit f?es d'at?m dap?t dal troi,
ti lasce il vueit f?es d'at?m dap?t di me.

Sai che il gno via? mi puarte dif?r a vivi di arie s?re i m?rs;
l'?ghe a ? grande, l'?ghe a cambie.
Vivi di plui, vivi cun mei, pierdi la poure ogni d?;
l'?ghe a ? grande, l'?ghe a cambie.

Sei come un frut cence nissun
sei un sold?t lontan e bessol;
sint ce ch'a bat denti di me di d? e di not,
sint ce ch'a bat denti di me encje plui tart.

Jessi lontan, jessi nissun come la le? ch'a no ven mai;
come la le? ch'a clame e no d? nue.

Sai che il gno via? mi puarte dif?r a vivi di arie s?re i m?rs;
l'?ghe a ? grande, l'?ghe a cambie.
Vivi di plui, vivi cun mei, pierdi la poure ogni d?;
l'?ghe a ? grande, l'?ghe a cambie.

l'acqua alta

Prima di aver trovato la strada
prima di avere ci? che non cambia mai
so che il tempo dentro di me non si fermer?
so che il tempo dentro di me non si ferma mai

Essere lontano, essere nessuno come la legge che non viene mai,
come la legge che chiama e non da nulla.

Dopo che uno se ne va cosa ti lascia,
ti lascia il vuoto di non aver detto di pi?
ti lascia il vuoto, foglie d'autunno in fondo al sentiero,
ti lascia il vuoto, foglie d'autunno dentro di me.

So che il mio viaggio mi vuole fuori a vivere d'aria sopra le mura
l'acqua ? alta, l'acqua cambia.
Vivere di pi?, vivere con me, perdere le paure di ogni giorno
l'acqua ? alta, l'acqua cambia.

Sono come un bambino senza nessuno,
sono un soldato lontano e solo;
senti ci? che batte dentro di me di giorno e di notte,
senti ci? che batte dentro di me anche pi? tardi.

Scolte la cjere

I c?r peraules buines
e la m? vous a tas!
La vous di un om ch'al diseve
e al ? pierd?t dut ce ch'al ? det.
Biel a binore la buine stele
a ti promet ch'a ven,
ma dopo cuant ch'a ? sere
mi 'nacuar? ch'a no manten.

Tal mie? dal bosc no sai ce d?.
Resti a scolt?.
A 'nd'? moments ch'a si ? bessoi,
moments ch'?i v?l par doi;
sint? trim? une f?e,
spiet? ch'al j?vi il d?
il cibic? dal bosc d'atom
e denti un'?ti om.

Scolte la cjere
reste cid?n!
S?re il timp ch'al passe
viout ce ch'i pierd?n.

A van e a v?gnin ?tes vous
a f?l tra vecjo e n?f
e denti ce ch'al ? st?t det:
cetant ch'al ? tas?t.
Biel a binore la buine stele
a ti promet ch'a ven,
ma dopo cuant ch'a ? sere
mi 'nacuar? ch'a no manten.

Ascolta la terra

Cerco parole buone
e la mia voce tace.
La voce di un uomo che raccontava
e ha perso tutto ci? che ha detto.
Alla mattina la buona stella
ti promette di arrivare
ma poi, a sera
mi accorgo che non mantiene

Nel mezzo del bosco non so cosa dire.
Resto ad ascoltare.
Ci sono momenti che si ? soli,
momenti che valgono doppio;
Sentire il tremare di una foglia
aspettare che si alzi il giorno,
il sussurrare del bosco d'autunno
e dentro un altro uomo.

Ascolta la terra,
resta in silenzio
sopra il tempo che passa
guarda ci? che perdiamo.

Vanno e vengono altre voci
a filo tra vecchio e nuovo
e dentro ci? che ? stato detto
quanto ? stato taciuto.

L'om ch'al v?f ta strade

L'om ch'al v?f ta strade e ch'al sa lei la man
parc? no 'nd'?ise nue ch'a passe l? che a finissin i miei deits?
Sul fin? da stagjon ere ore di part?
si?ti il treno ch'al ? l?t, si?ti l'om ch'al reste.

Balcons di l?s si ?mplin par me ch'i sei lontan
la int usnot si ferme, la not a ? freide ta m? man;
animes a l?sin tal sc?r dal l?r pass?
s?re puints di ?ghe l? che a finissin i miei deits.

Il gno vouli di v?ri nol met a f?c i col?rs
a cole la cin?se, si stude vie la l?s;
no 'nd'? nue ch'a passe cum? ch'i sei lontan
e c?r i tiei col?rs di lane l? che a finissin i miei deits.

L'om ch'al v?f ta strade, ch'al ? viod?t l? vie dut,
ch'al sint l'inviern da s? bande, ch'al sa ch'al jove e al ? not,
ch'al sa che il c?l da s? cjase, chel c?l, lu ? gi? pierd?t;
la s? peraule a jes lisere e a va, no ? plui nue da le?.

Sei us?t, come ducj, voi indavant e inda?r
la m? vite a va indenti, indenti e a no torne mai nue
e a sa lei las peraules e sint? i miei pins?rs
come une m?ri ch'a no cjarece il f? per? lu clame par mostr?.

J? ch'i sai ce ch'a reste, j? ch'i sai, no ?i cap?t
e mi cjati a binore: ?i va?t e v?t freit;
la m? strade a ? lontane e tantes ?tes prin
si?ti il treno ch'al ? l?t, si?ti l'om ch'al reste.

L'uomo che vive in strada

l'uomo che vive in strada e che sa leggere la mano?
perch? non c'? nulla che passa dove finiscono le mie dita?
Sul finire della stagione era ora di partire
aspetto il treno che ? gi? andato, aspetto l'uomo che rimane.

Finestre di luce si riempiono per me che sono lontano
la gente stasera si ferma, la notte ? fredda nella mia mano;
anime di luce nel buio del loro passare
sopra ponti di acqua, dove finiscono le mie dita.

Il mio occhio di vetro non mette a fuoco i colori
cade la cenere, si spegne la luce;
non c'? nulla che passa ora che sono lontano
e cerco i tuoi colori di lana dove finiscono le mie dita.

L'uomo che vive in strada e che ha visto andare via tutto,
che sente l'inverno dalla sua parte, che sa che si alza ed ? notte,
che sa che il cielo della sua casa, ? un cielo gi? perso;
la sua parola esce leggera e va, non ha pi? nulla da legare.

Sono abituato, come tutti vado avanti ed indietro
la mia vita va dentro e non ritorna mai niente
sa leggere le parole e sentire i miei pensieri
come una madre che non accarezza il figlio ma lo chiama per mostrarlo.

Io che so ci? che resta, io che so non ho capito
e mi ritrovo di mattina: ho pianto ed ho avuto freddo;
la mia strada ? lontana e tante strade prima
aspetto il treno che ? gi? andato, aspetto l'uomo che rimane.

L'am?r ch'i ?i

J? voi prov? cun tei.
No! No voi nue di plui.
Dimi! Dimi s'i pos spiet?.
O dimi, dimi daurman di no!

Enfre i m?rs di cheste cjase
alc di to al bat cun mei
e mi d? l?s! L?s!

Cun tei torn? a comen?a
cun tei par d?ti ce ch'i ?i;
tu seis tu ce ch'a mi mancje
tu seis tu denti tal cj?f.

Al ? v?r am?r
il gno!
Al ? chest
l'am?r ch'i ?i.

E l'am?r al ven da dongje
e l'am?r ti cor da?r,
cuanche al ven dopo ti cjape
e al gi?e e al d?l.

Dut! Dut ce che ti ?i det,
dut, dut j? lu ?i sol pens?t.
Dut l'am?r ch'al cor par te
j? no sai cem?t cont?lu.

Enfre i m?rs di cheste cjase
alc di to al bat cun mei
e mi d? l?s! L?s!

E al ? v?r am?r
il gno!
Al ? chest
l'am?r ch'i ?i.

L'amore che ho

Io voglio provare con te.
No, non voglio nulla di pi?.
Dimmi, dimmi se posso aspettare
o dimmi subito di no.

Fra le mura di questa casa
qualcosa di tuo batte con me
e mi d? luce.

Con te per ricominciare,
con te per darti ci? che ho,
sei tu ci? che mi manca
ci sei tu nella mia testa.

E' vero amore
il mio;
? questo
l'amore che ho.

L'amore viene da vicino
l'amore ti rincorre,
quando arriva ti prende
e gioca e duole.

Tutto ci? che ti ho detto,
io l'ho solo pensato,
tutto l'amore che corre per te
no so come raccontarlo.

I v?i dal bosc

Son i v?i dal bosc,
i v?i dal bosc ch'a cj?lin
i v?i sier?ts ch'a cj?lin.
L?sci al timp ch'al ven
dut ce ch'i eri e sei
par prov? ce ch'a si cjate.
A 'nd'? une ore par nasci
e j? nas anim?l
cambi piel e vous
e mi j?vi,
l?sci il gno caratar
e mi inv?i.
Al ? l'an da pl?e e dai pi?ui bagn?ts
e di cheste cjere onte ch'a j? vai.
Ogni sclope a ? un om
? simpri un om da?r
al glot l'od?r dal muscli
e il col?r dal pr?t;
cori par no riv?,
cori denti a un parc?
lontan da chel puest,
da ch? sclope.
A 'nd'? un cresci
par davent? nue
come visc a tindi di un pierd?t am?r;
a 'nd'? un cresci
da bosc a c?l
come visc a tindi di un am?r pierd?t.
No! A nol conte la poure un anim?l ch'al cor,
a nol d?s a nissun di une corse ch'a no baste.
Ogni sclope ? un om,
? simpri un om da?r;
cence lune chest meis,
cence une r?se;
ogni bosc ? un troi
che di sanc al si bagne
e tal not ch'al ven
dut al passe.
A 'nd'? un cjan
ch'?i cor da?r
stesse anime di s?r
il m?l e la poure
che insieme a crescin
e insieme a stan.
Al ? l'an da pl?e e dai pi?ui bagn?ts
e di cheste cjere onte che j? vai.
No! A nol conte la poure un anim?l ch'al cor
a nol d?s a nissun di une corse ch'a no baste.

Gli occhi del bosco

Sono gli occhi del bosco
gli occhi del bosco che guardano
gli occhi chiusi che guardano.
Lascio al tempo che viene
ci? che ero e che sono
per cercare ci? che non conosco.
C'? un' ora per nascere
e io nasco animale
cambio pelle e voce,
mi alzo,
lascio il mio carattere
e mi avvio.
E' l'anno della pioggia e dei piccoli bagnati
e di questa terra unta che li piange.
Ogni fucile ha un uomo,
ha sempre un uomo dietro
inghiotte l'odore del muschio
e il colore del prato;
correre per non arrivare
correre dentro ad un perch?
lontano da quel posto,
da quel fucile.
C'? un crescere
per diventare niente
come il vischio di un perduto amore
C'? un crescere
da bosco a cielo
come il vischio di un amore perso.
No! Non racconta la paura un animale che corre,
non racconta a nessuno di una fuga che non gli servir?.
Ogni fucile ha un uomo,
ha sempre un uomo dietro
senza luna questo mese
senza una rosa.
Ogni bosco ha un sentiero
che di sangue si bagna
e nel buio che viene
tutto passa.
C'? un cane
che lo insegue
stessa anima sorella
il male e la paura
che insieme crescono
e insieme stanno.
E' l'anno della pioggia e dei piccoli bagnati
e di questa terra unta che li piange.

Anime femine

Comen?a da un'?te bande,
comen?a da un'?ti puest
cun ce ch'a ven e cun ce ch'a si piert;
comen?a une vite vere par impar? ce ch'al ? v?r
cum? ch'i sai vivi d'imprest.
Sint? la m? rad?s, cap? ce che no ?i cap?t,
ce che no ?i sint?t di me
pars?re i miei riguarts, pars?re il timp ch'al d?l
i sint ch'i nas e ch'al ven tart.

Comen?a a but? da bande ce ch'i ?i denti e nol ? gno!
Ce ch'al entre e al si gionte, ce ch'i ?i denti e nol ? gno!

Comen?a a but? da bande
dut ce ch'i ?i denti e nol ? gno!
Dut ce ch'al entre e nol ? gno!
Comen?a une vite vere dul? che j? i sai sint?,
sint? ch'i tas, che un om al tas.
La m? anime a ? un frut e a sa ce ch'a ? va?t
denti di me, ce ch'i ?i va?t;
la m? anime a ? femine e a sa ce ch'i ?i tas?t
denti di me, ce ch'i ?i tas?t.

Comen?a a but? da bande ce ch'i ?i denti e nol ? gno!
Ce ch'al entre e al si gionte, ce ch'i ?i denti e nol ? gno!
Comen?a da un'?te bande
dul? che j? al ? encje tu
e alore dut al ? plui sanc?r;
i vin viv?t intal stes puest,
ma in moments cuss? lontans
ognun par se, cuss? lontans.
S'i fos un agnul svualares
s?re dai tets poc?t dal arie
par l? a sint? ogni om ch'a si conte.

Comen?a cun ce ch'al reste, comen?a cun ce ch'a ven
sint? ch'i nas e ch'al ven tart.

Anima femmina

Incominciare da un'altra parte
incominciare da un altro posto
con ci? che viene e con ci? che si perde;
incominciare una vita vera per imparare ci? che ? vero
ora che so vivere in prestito.
Sentire la mia radice, capire ci? che non ho capito,
che non ho sentito di me
sopra i miei ricordi, sopra il tempo che duole
sento che nasco e che presto ? tardi.

Incominciare a buttare via quello che ho dentro e non ? mio!
quello che entra e si aggiunge, ci? che ho dentro e non ? mio.

Incominciare a buttare via
tutto ci? che ho dentro e non ? mio,
tutto ci? che entra e non ? mio
Incominciare una vita vera dove io riesca a sentire
il silenzio di un uomo che tace.
La mia anima ? un bambino e sa quanto ha pianto
dentro di me cosa ha pianto;
la mia anima ? femmina e sa quanto ha taciuto,
dentro di cosa ha taciuto.

Incominciare da un'altra parte
dove "io" ? anche "tu"
e allora tutto ? pi? vero,
abbiamo vissuto nello stesso posto
ma in momenti cos? lontani
ognuno per s?, cos?, lontani.
Se fossi un angelo volerei
sopra i tetti spinto dal vento
per ascoltare ogni uomo che si racconta.
Incominciare con ci? che resta, incominciare con ci? che viene
sentire che nasco e che presto ? tardi.

Voi lass? ?i miei di cjase

Voi lass? ?i miei di cjase
ducj i d?s che no ?i viod?t,
i miei d?s lis?rs ?i l?vin
come il cjalt ch'al ven dal f?c.
?rin vierts come d?s ?les,
come veles,
come il m?r
e il gno cuarp da?r
al lave cuss? svuelt
ch'a nol tignive il timp,
cuss? svuelt
ch'a nol tignive il timp.
Voi lass?
a cui ch'al cor
la m? presce
ch'a ? gi? l?r;
voi lass?ur il cuel e la vite
l?sci a l?r ridi e sud?r;
la m? m?se no pos d?le
l'?i pierdude masse via?s.
S?re us doi, s'al ? compagn,
dut il p?l ch'i ?i tign?t su pa lenghe
dut il p?l da m? lenghe.
A 'nd'? un c?l s?re di ogni cjase
int ch'a v?f tra rad?s e strades
e cui sa ce ch'a divente
e cui sa ce ch'a sar?
cui sa mai ce ch'a divente
cui sa mai ce ch'a sar?.
Voi lass?
par cuant ch'i torni
dut il biel
che no ?i dopr?t
la m? anime mi clame
e mi puarte a semen?.
S?re un cjamp l?sci las mans,
i miei v?i j? dal bosc,
il gno cuarp tra arie e cjere
e da om i sei pod?t torn?
e da om i sei torn?t.

Ai miei di casa

Voglio lasciare ai miei di casa
tutti i giorni che non ho visto,
i miei giorni passavano leggeri
come il caldo che viene dal fuoco.
Erano aperti come due ali,
come vele,
come il mare,
il mio corpo li seguiva
ma erano cos? veloci
che non riusciva a tenere il tempo.
Voglio lasciare
a chi corre
la mia premura
che ? gi? loro;
voglio lasciare la mia energia,
il mio ridere ed il sudore,
la mia faccia non posso darla
l'ho persa troppe volte.
In compenso, (se per voi ? lo stesso)
vi do' ci? che ho tenuto sulla lingua
tutto il pelo della mia lingua.
C'? un cielo sopra ogni casa
gente che vive tra radici e strade
chiss? cosa ci aspetta
chiss? cosa sar?.
Voglio lasciare,
per quando ritorner?,
tutto il bello
che non ho adoperato;
la mia anima mi chiama
e mi porta a seminare.
Sopra un campo lascio le mani,
i miei occhi li do' al bosco,
il mio corpo tra aria e terra
e da uomo sono potuto ritornare,
da uomo sono ritornato.

 



Orepresint

Oreprisint

Poesie tratte dalla raccolta "Oreprisint"
edita dalla Comunità Montana della Carnia
con il contributo della Provincia di Udine.

Disegno "Un frut" di Franco Maschio

Amîs di asilo

A corin
i amîs di asilo
da gleise a prât
la muinie
mari
dal cûr forest
la messe
prime dal giûc
un motôr pa strade
tal durmî dal dopomisdî
lavôr di oms in segherie
oms
cence un'âte ocasion
amîs di asilo
par doi in file
vistîls da fieste
plui indavant
in file par un
da grancj

Amici d' asilo
Corrono/gli amici d' asilo/da chiesa a prato/la suora madre/dal cuore straniero/la messa/prima del gioco/un motore per strada/nel dormire del pomeriggio/lavoro di uomini in segheria/uomini/senza un'altra occasione/amici d'asilo/in fila per due/vestiti a festa/più avanti/infila per uno/da adulti.

Amôr di bêçs

Tal cuiet dal bosc
tal cidin dai peçs
tal passâ di ores,
suales altes,
un peç si plèe
un temporâl al passe
il vint al alce la cotule
a trime la sere,
dapardut.
I tiei pas sorts a batin
sul marçepît forest
il liser jessi
dal to mistîr
ch'al mude
a so mût l'amôr.
Las peraules,
i vueits ch'ai tornin
une rose a è vere
sore i vueits e la cjere
ch'a si movin insieme
come ombre e vite.

Amore a soldi. Nella calma del bosco/nel silenzio degli abeti/nel trascorrere di ore./ali alte,/un abete si piega/un temporale passa/il vento alza la gonna/trema la sera,/dappertutto,/I tiei passi sordi battono/sul marciapiede straniero/il leggero essere/del tuo mestiere/che trasforma/a modo suo l'amore./Le parole,/i vuoti che tornano/una rosa è vera/sopra i vuoti e la terra/che si muovono insieme/come ombra e vita./

A rît une âgrime

Freit,
Si sclaris l'arie
a 'nd è savôr di fum
a ven la gnot
e a divente doman,
a rît une âgrime.
Freit,
si sclaris, il cîl
la lûs a cèe
a ven dì
a cambie la stagjon
a rît une âgrime.

Ride una lacrima.
Freddo/rischiara /c'è odore di fumo/la notte arriva e diventa domani/ride una lacrima./Il cielo rischiara, la luce acceca/viene giorno/cambia la stagione/ride una lacrima./

Bal di carnevâl

Cjalcjât sui voi la barete
la mascare a mi tapone il rest
la piel a freit e a bat i dincj
vistît di ombre e di carnevâl.
A sune la sô musiche e a insegne a balâ
ma l'anime si sglonfe intun griso temporâl
si sbalote l'armadure da rusin
ch'al lèe il gno cuarp e lu fâs vaî.
Dut sot pièl:
vordeans ch'a no lassin fuî,
visc sot das mes talpes di franzel.
Il libâr sudôr dal pît poât ta cjere
ch'e tal so troi nol cjape il svual
il pît ta cjere par imparâ a balâ
un bal di cuaresime e un di carnevâl.

Bal di Ccrnevâl
L'ombrello e calata sugli occhi il berretto/ la maschera nasconde il resto/la pelle ha freddo e batte i denti/vivo nell'ombra di un carnevale che esegue la sua musica e insegna i passi del ballo/e più sotto l'anima si gonfia/in un grigio temporale che smuove l'armatura ruggine./Tutto sotto pelle/guardie che non lasciano fuggire,/vischio sotto le zampe di fringuello./Scalare pareti di bosco/ il libero sudore del piede sulla terra/che preme il volo/ sotto l'ombrello sotto la maschera/il volo del piede sulla terra/per ballare sotto tetto/la musica a tempo di festa/e di quaresima/.

Blanc e neri

Piel scure di puarte in puarte
piel freide ch'al vent colanes
pier scure cjase lontane
peraules buines par Nadâl.
La neif a cole
e lui al va e al ven
enfre il vueit e il plen
dai flocs di neif.
Il blanc e il neri
insieme a stan
da sameâ amîs.

Bianco e nero. Pelle scura di porta in porta/pelle fredda che vende collane/pelle scura casa lontana/parole buone per Natale./La neve scende/e lui va e viene/fra il vuoto e il pieno dei fiocchi di neve/Il bianco e il nero/insieme stanno/da sembrare amici./

Clap e cartufule

Tal cjamp une forcje
a pare da une bande i claps
e da che ate las cartufules.
Jo, clap e cartufule
sint la mê anime diventâ forcje
e il so lavôr a mi smieze.

Sasso e patata. Nel campo una forca/mette da una parte i sassi/e dall'altra le patate./Io, sasso e patata/sento la mia anima diventare una forca/e il suo lavoro mi divide./

Content distess

Usât tal sigûr
pleât l'orli da zoventût
mi ten impîs,
daûr a ce chi sai sameâ
Poât tal sigûr
stoi da bande mê
e mi empli di bon-stâ.
Se alc no capiss
mi plei liser
se a covente i sai sparî
jessi par sameâ
mi lasse content distess.

Comunque contento
Abituato al sicuro/piegato l'orlo della gioventù/mi tengo in piedi,/nascosto da ciò che sembro./ Appoggiato al sicuro/sto dalla parte mia/e mi riempio di comodità./Se qualcosa non capisco/mi piego leggero/se serve so sparire/essere per sembrare/mi fa comunque contento./

Cûr di len

Dôs scarpes fruvades
une strades libare,
un doman intîr
e un respîr.
No sei ati
dut al è plui liser,
plui viert.
Tu veves reson
a dî chi eri masse mot,
fûr fûc;
achì no 'nd è tuarts
no 'nd è preteses.
Intivi une vite gnove
daûr di une vite dome mê,
sore-vivi par passisi davant;
un cûr di len al bruse adore
e nol scjalde.

Cuore di legno
Un paio di scarpe consumate/una strada libera,/un domani intero/e un respiro./Non esisto/tutto è più leggero/tutto più aperto../Avevi ragione/dicevi che ero troppo agitato/smarrito/in questo luogo non esistono i torti/non ci sono pretese./Imbocco una vita nuova /lascio una vita solo mia,/sopravvivere per oltrepassarsi/ un cuore di legno brucia in fretta./e non riscalda./

Da gote a flum

Gionte,
plèe, sparagn.
No viodi bande par bande
nè il devant e il daûr.
Dopo tancj atoms
il clâr
di une vite ch'a si curte
e dopo tantes gotes
a divente flum.

Da goccia a fiume.
Aggiunta/piega/
risparmio./
senza una visione completa/senza vedere il fronte ed il retro./
Dopo tanti autunni/
il chiaro di una vita che si accorcia/
e dopo tante gocce/diventa fiume./

E la vôs di stele in stele a è rivade fint cajù

 

L'estât
a tas a l'atom
che il fen a l'ere jerbe.
Ai tas che il prât al torne a fasi vert;
a noi dîs
che il sec al a a ce fâ cu l' aghe
e che un an al à plui stagjons.
Al tas, parsint
che la gneule a plate il soreli
e, di che strade, a si sue encje jei;

( vin savût dut dal cîl
ch'a lu à contât a lune
e la vôs di stele in stele
a è rivade fint cajù)

a tas
che il timp al à dôs muses
a tas
ch'al è bagnât e sut
e al passe da clâr a scûr
A tas
che usansi a vei dut
no si sint ati il nue.

E la voce di stella in stella è arrivata fino a noi. L' estate tace all'autunno che il foraggio era erba./non gli dice che il prato torna a farsi verde;/non gli dice che la siccità conosce l'acqua/e che un anno ha più stagioni./Non gli dice neppure che la nuvola nasconde il sole/e contemporaneamente si asciuga/( abbiamo saputo questo dal cielo che lo ha raccontato alla luna e la voce di stella in stella è arrivata fino a noi./Tace che il tempo ha due facce/tace che è bagnato ed asciutto e passa dal chiaro al buio/tace che abituati ad avere tutto /non si sente più il nulla./

Il cîl

Il Cîl al è mataran usgnot.
Al vûl contale;
contâ las steles, l'argagn,
palesâ il destin:
la vite platade.
La sô vôs a è il marimont
e dut al ven fûr
gnûf, cussì come ch'al è già.

Il cielo.
Il cielo è folle questa sera./Vuole parlare./Vuole raccontare le stelle, il mistero, svelare il destino:/la parte segreta della vita./La sua voce è l'infinito/e tutto appare nuovo/così come è già./

Il colomp

Une sere di ploe
ti si è sentade dongje
e ti cimiê.
Une sere intrigant
ch'a ti tocje.
A sa che il to cûr
al vûl fermasi
e nol rive;
a sa che il vueit
a ti vûl da sô bande.
A sa di te
dal to cûr colomp
che adalt al sta
e sigûr al torne.

La colomba.
Una sera piovosa/si è seduta vicino a te./Una sera intrigante che ti tocca./Sa che il tuo cuore vuole fermarsi e non ce la fa;/Sa che il vuoto ti mette dalla sua parte/Sa di te del tuo cuore colomba/che in alto sta/e sicuro ritorna./

Il gno cjan

Il gno cjan al à dincj spiçots
ma al sta cun ducj
al à decidût cussì !
Al è rivât cun vôs di temporâl tal cujet
la poure dal ton e da l'aghe
ch'a si massedin cun tei
la sô muse scure a sa di aghe nete
e i siei voi bagnats di bontimp

Il mio cane.
Il mio cane ha denti aguzzi/ma sta con tutti/ha deciso così!/E' arrivato con voce di temporale nella calma/la paura del tuono e dell'acqua che si fondono con te/Il suo muso scuro ha il sapore dell'acqua pulita/e i suoi occhi umidi hanno il sapore del buon tempo/.

Il manoval

âghe
siment
savalon
un jet
une femine
la sô
il frut
il vin ch'al reste
om-lavôr
manovâl
nassût om

Il manovale
Acqua/cemento/sabbia/
un letto/una donna/la sua/il bambino/
il vino non ancora bevuto/uomo lavoro/manovale/nato uomo.

Il salt da l'anemâl

Fint insom
cence bragais di cuardes
il spiç no si viodeve adalt
un pas daûr chel âti
il pas sigûr dal scarpon
da clap a clap
da clap a marmul
il marmul ch'a nol dà prêse
a miege pareit il cûr tal cjâf
e l'anime difûr
a cesse cûl al è pieis
il pît al sbrisse l'anime a vai
bessol a miege pareit
l'anime a vai
lisere e grande
une acuile tai miei vôi
e masse peis par jei
si è svisinade
masse peis
e mi sei picjât distès
la sô fadie e la mê
dôs vites intune
il salt dal anemâl
ch'al sielç simpri un om
picjât mi sei lassât lâ

Il salto dell'animale
Fino in cima/senza alcuna imbragatura/non si vedeva la punta in alto/il passo sicuro dello scarpone/da sasso a sasso/da sasso a marmo/il marmo che non dà appiglio/a mezza parete il cuore in testa e l'anima fuori/tornare giù è più rischioso/il piede scivola l'anima piange/solo a mezza parete/l'anima piange/leggera e grande/vedo un'aquila/sono troppo pesante per lei /lei si è avvicinata/troppo peso/mi sono appeso ugualmente/la sua fatica era la mia/due vite in una /il salto dell'animale/che sceglie sempre un uomo/appeso mi sono lasciato andare.

I scarpets

Mans
a cusin
a pontin
un scarpèt
di sere
dopo
la lûs e il lavôr
dopo
i fîs e prime da l'amôr
un par volte
par ducj
j domandavi
tros ch'a 'n veve
fats e dropâts jei
che a ere famèe
femine e mascjo
s'a coventave
"a contâju" mi diseve
"no ti vanzares timp
par durmî"

I scarpèts
Mani/cuciono/ confezionano/uno scarpèt/di sera/dopo/la luce e il lavoro/dopo/i figli e prima dell'amore/uno alla volta/per tutti/gli chiedevo/quanti ne avesse/fatti e adoperati lei/che era famiglia/ donna e uomo/se serviva/ "a contarli" mi rispondeva"/non ti resterebbe tempo/per dormire".

Il troi e la ruvîs

Da lontan salude ducj
da lontan si pense a cjase
la sô muse ch'a mi rît
la sô muse ch'a mi cjale

da lontan a si movin ombres pal cîl
forsi a son nûi ch'a van vie
chest al è dut ce che il gno vouli al viôt
dimi, dimi ce ch'a 'nd è sot

une stele adalt a passe
sore il troi e la ruvîs
une frute a fat un fî
e fat nassi une famèe

di sigûr no si sa dut
ma al è biel sietâ distès
di sigûr l'amôr al jove
ogni dì biel plan al jove

da lontan a si movin ombres pal cîl
forsi a son nûi ch'a van vie
chest al è dut ce che il gno vouli al viout
dimi dimi ce ch'a 'nd è sot

Il sentiero e la frana
Saluta tutti/lontani si pensa a casa/il suo viso mi sorride/il suo viso mi guarda/lontano si muovono ombre nel cielo/forse sono nuvole che se ne vanno/questo è ciò che il mio occhio vede/raccontami quello che non può vedere/una stella passa in alto/sopra il sentiero e la frana/una ragazza ha partorito/è nata una famiglia/di certo non si sa tutto/ma è bello aspettare ugualmente/è certo che l'amore si sveglia/ogni giorno piano riparte/si muovono ombre nel cielo/forse sono nuvole che se ne vanno/questo è tutto ciò che il mio occhio vede/dimmi dimmi quello che non può vedere.

Il viaç

Tu vâs vie di corse
la strade a cole daûr
il vueit si met
fra te e il to puest
fra te e me
tu vâs
vie di cjase
vie dal paîs
tu sarâs un' âte
cui nostis ricuarts
tu vâs
ce che tu clamaves
vous di timp
nol è âti che un reclam
ch'a ti clame da un'âte bande
tu vâs
e la distance
a po' plui dal timp
libare di vinci
s'a pò jessi vinci
chest lassâ
tu vâs
tu e il to lûc si lassais
si creve il marideç
al reste l' amôr
ch'al è ma no si vîf
il forest vite gnove
las etâts un dut un
a sbrissin i pîs
si movin i braçs
tal vueit
a cirî il pareman

Il viaggio
Vai via di corsa/lasci la strada alle spalle/il vuoto si mette/fra te e il tuo paese/fra te e me/vai via via da casa/via dal paese/sarai un'altra/con i nostri ricordi/te ne vai ciò che chiamavi voce di tempo/altro non è che un richiamo/che ti porta da un'altra parte/te ne vai/e la distanza può più del tempo/libera di vincere/se può essere vittoria/questo abbandono/te ne vai /tu ed il tuo paese che vi lasciate/si rompe il matrimonio/resta l'amore/che c'è ma non si vive/l'incerta vita nuova/le età un tutt'uno/scivolano i piedi/si muovono le braccia/nel vuoto/a cercare appiglio.

La masjerie

Al sune il timp la sô cjançon svelte
la sô vecje armoniche a è basse di tono
al bat il pît e la sô vous si alce
timp
lu sai che tu mi vûs
lu sai ch'i sei già to
lu sai che tu seis tu a sielgi
lu sai mieç afiet e mieç lavôr
lu sai viaç e dogane
e jo sei cence un document
tu multe e cartoline
e jo cence un franc
nencje tancj pal bol
sei un spartît da scrivi
dôs notes da sunâ
sei une musiche di gleise
intune fieste da bal
lu sai
il sunadôr al à la buteghe vierte
in prime file lu àn viodût benon
si po' fâ ridi encje sunant in minôr
timp
lu sai.

La muraglia
il tempo esegue la sua canzone veloce/la sua vecchia armonica è bassa di tono/batte il piede e la sua voce si alza/tempo/lo so che mi vuoi/lo so che sono tuo/lo so che sei tu a scegliere/lo so mezzo affetto e mezzo lavoro/lo so viaggio e dogana/e io non ho un documento/tu multa e cartolina/e io sono senza un soldo/nemmeno per comperare il bollo/sono uno spartito da scrivere/due note da suonare/sono una musica di chiesa/in una festa da ballo/lo so/il musicante ha la toppa aperta/in prima fila lo hanno visto bene/si può far ridere anche suonando in minore/tempo/lo so.

L'ombre e il difiet

Nus contais
Chest paîs di partides
il plasei ch'al sta denti
a une bale
il liser di une corse
tal prât
a nou chi vin
la lenghe difûr
propit a nou
ch'i sin
neif e cuvierte
lune e gneule
scjaibule e ucei
a nou
une parason paron
che se alc a dûl
corìn e nissun nus cjape
nus contais l'âf
prometint il mîl
ma nou no viodin âti
cui vostis vôi
no sintin âti
cu la vostes voreles
sparagnait peraules
sparagnait timp
vin dismenteât
a stâ comuts
sin l'ombre e il difiet
e cui ch'al à presse
a nus piert

L'ombra e il difetto
Ci raccontate/questo paese di partite/il piacere/che sta dentro/ad una palla/la leggerezza di una corsa/ sul prato/lo raccontate a noi che abbiamo/la lingua fuori/proprio a noi/che siamo/neve e coperta/luna e nuvola/gabbia e uccelli/a noi/una prigione ciascuno/se sentiamo dolore/corriamo e nessuno ci prende/ci raccontate l'ape/promettendo il miele/ma noi non vediamo più/con i vostri occhi/non sentiamo più/con le vostre orecchie/risparmiate parole/risparmiate tempo/abbiamo dimenticato/le comodità/siamo l'ombra e il difetto/e chi ha premura/ci perde.

Magle d'ingjostri

 

Un penin
pinsîrs curts
colôr di frut
mâgle d'ingjostri
un maestri
scuele gnove
il paîs da l'ingjostri
al à odôr di gome
e la mâgle ta memorie
a si slargje
cul so nêri trasparint

Macchia d'inchiostro
Un pennino /pensieri corti/colore di bambino/macchia d'inchiostro/un maestro/la scuola nuova/il paese dell'inchiostro/ha odore di gomma/e la macchia nella memoria/si allarga/con il suo nero trasparente.

Malte e madon

Di not cjâli cence jessi viodût
sint cence jessi sintût
lûs di not e di lampadines
paîs pontât e sancîr tal so viaç
ferm
ristruturât
o dome vecjo
ch'al va su e jù come me
chi sei il gno paîs
mi taponi ta mê cjase cjiscjiel
come intune liende ch'a si contarà
e tal gno viaç
diventi une cjase mai finide

Malta e mattone
Di notte senza essere visto/ascolto senza essere ascoltato/luce di notte e di lampadine/paese alticcio e sobrio nel suo viaggio/fermo/ ristrutturato/ o solo vecchio/che va avanti e cade come me/che sono il mio paese/mi nascondo nella mia casa-castello/come in una fiaba che si racconterà/e nel mio viaggio/divento una casa mai terminata.

No ti sint

No sai lei
no ti sint
âghe ch'a passe
no ti sint
no sai nodâ
tal to vaî
no sint
la cjarece
la tô ale
cuintrevint
la tô anime
di frosc
il to niu cjalt
tocs di spieili
las tôs peraules
crevades
chitare scordade
ch'a sune just
pa mê vorêle di spine
peraule di ram
cjâf ch'al bruse
preisi cence vuadagn
rispueste
ch'a no sint

Non ti sento
Non so leggere/non ti sento/acqua che passa/non ti sento/non so nuotare/nelle tue lacrime/non sento/la carezza/la tua ala/controvento/la tua anima di steli secchi/il tuo nido caldo/pezzi di specchio/le tue parole/spezzate/chitarra scordata/che suona bene/per il mio orecchio di spine/parole di rame/testa che brucia/prezzo senza guadagno/risposta/che non sente.

Odôr di nadâl

Tu dome tu
no'nd è une anime vive
difûr
nissun
nue ch'a ti dêti ombre
tal cjalt nissune fontane
in pidui pa cort
atôr cul freit e la seit
cjamât di sum
ma no strac avonde
tas vorêles
fruts da nasji
odôr di nadâl
ongint pa piel
mans di cjareces
a vuarî un cûr sut
ch'a nol sa jessi né trist
né masse bon
ma povar
vuarî dal dineâsi
une gote di cûr-arniche
a lengi l'anime

Odore di Natale
Tu solo tu/non c'è un'anima/fuori/
nessuno/niente che ti dia ombra/nel caldo nessuna fontana/scalzo nel cortile/in giro con il freddo e la sete/assonato/ma non abbastanza stanco/nelle orecchie/bambini non ancora nati/odore di Natale/
balsamo per la pelle/
mani di carezze/
per guarire un cuore arido /
che non è nè cattivo /né troppo buono/ma povero/guarire dal sottrarsi/
una goccia di cuore-arnica /disinfetta l'anima.

Om-antene

Adalt
sul tet
un om-antene
al cjape
e al mande
al cjape
e al dà
sentât
in curcjel
picjât al cjamin
al dà ce ch'al à
cul riscjo di colâ

Uomo-antenna
In alto/sul tetto/un uomo antenna/riceve/e trasmette/riceve/e dà/seduto/in bilico/appeso al camino/dà quello che ha/rischiando di cadere
.

Om contrari

Bessol
tal tasût
tal moment pierdût
pinsîr platât
mascjo e femine
gotes di timp
devantdaûr
bessol
a pît
cuintre gnûfs cunfins
tu scoltes
deventâ il nue
a misure di numar
e il numâr nol fâs durâ
un om contrari

Uomo diverso
Solo/nel taciuto/nel momento perso/pensiero nascosto/uomo e donna/gocce di tempo al contrario/solo/a piedi/verso nuovi confini/ascolti/crearsi il nulla /a misura di numero/ma il numero non da ragione/di un uomo diverso.

Parimi

Parimi
judimi a sgropâ i fî
fasimi restâ frut
enfre l'om ch'al cambie
om denti il frut ch'al salte
vint ch'al bale bosc ch'al cjale
e il nue ch'a si maride al timp
e al divente
lassiti cjatâ e ferme
la mê man rasôr
ch'a si mouf
a cirî il dì e a riscjie
la gnot

Difendimi
Difendimi/aiutami a districare i fili/fammi restare bambino dentro l'uomo che cambia/uomo dentro il bambino che salta/vento che balla/bosco che guarda/il nulla che sposa il tempo e si trasforma/lasciati trovare e ferma/la mia mano rasoio/che si muove/in cerca del giorno e rischia di trovare la notte.

Ramaçs

Radîs si strengin
ramaçs si viergin
foes a lusin sot dal soreli
a sintin arie di ploe
as trimin prime di pierdisi
il temporâl nol cjale
nol domande
nol vûl savei
noi interesse
si movin i ramaçs
si pierdin las foes
si drecin indaûr
i ramaçs
dopo

Rami
Radici si stringono/rami si aprono/foglie luccicano sotto il sole/sentono aria di pioggia/tremano prima di perdersi/Il temporale non guarda,/non chiede/non vuole sapere/non gli interessa/si muovono i rami/si perdono le foglie/i rami si raddrizzano ancora dopo.

Un cop

Un cop
sore il colm
al sbrove di soreli
sul tet
sot da neif
si glace e si sclese
il gnûf al a un ati colôr
e al plâs

Un coppo
Un coppo/sopra il tetto/brucia di sole/sul tetto/sotto la neve/ghiaccia e si rompe/il nuovo ha un colore diverso/e piace.

Un lop

Sentat
davant di une tace
beif
taule fruvade
da taces
da oms
da aitis grops
da ates mans
ros
garp
madûr
un lop macjât
ch'a nol cole

 

Una mela
Seduto/avanti /
ad un bicchiere/ bevo/
tavolo consumato/
da bicchieri/
da uomini/
da altre disperazioni/
da altre mani/rosso/acerbo/
maturo(ubriaco)/una mela ammaccata/che non cade.

Coreve discolç

La mê cjaminade
no poave a bas
sot dai pîs
no vevi nue
i pîs tal vueit
las mans
a si movevin
e no eri buines di tignî
il peis
mi veve pleât
mi eri usât a
vivi par-sot
o da bande
i miei viaçs di seconde man
mi sei pierdût a cirî ce ch'a no finis
i savevi dut dai miei lûcs
e mi sei pierdût
a 'nd è un discori sort
un sore pinsîr mut
e l' anime a pae di sachete

Correva scalzo
Il mio passo/non poggiava a terra/sotto ai piedi/non avevo nulla/i piedi nel vuoto/le mani/si muovevano/incapaci di trattenere/il peso/mi aveva piegato/mi ero abituato/a vivere nascosto/o in parte/i miei viaggi di seconda mano./mi sono perso a cercare ciò che non finisce/sapevo tutto dei miei luoghi/e mi sono perso/c'è un comunicare sordo/una distrazione muta/e l' anima paga di tasca sua.

Il deit

Intivi tal cjâf
gno barbe
la so man
dal deit spiçat
la sô peraule curte
il so ridi francês
i rasonâment in francs
par dale da intindi
a mi
a mê agne
e a dut il paîs
tal partî
no si voltave
daûr dal so mandi
curt
al alçâve il cjapiel
e il so deit spiçât
al mostrâve
la sô vite
miege

Il Dito
Mi ricordo/mio zio/la sua mano/dal dito monco/la sua parola corta/il suo riso francese/i ragionamenti in franchi/per depistare/me/mia zia/e il paese/partendo/non si voltava/ad accompagnare il suo breve saluto/alzava il cappello/ed il suo dito monco/mostrava /la sua vita/a metà.

Une ponte di nue

Tu vâs
no sint nuâti
mi bat ta spâle
il to ultim mandi
une ponte di nue
par semence
il to ricuart ferm
come il to partî
no àn puest par me
e a mi cirin e a mi dulin

Una punta di nulla
Te ne vai/non provo più nulla/sento sulla spalla/il tuo ultimo saluto/una punta di nulla/il seme che lasci/il tuo ricordo come la tua partenza/sono insopportabili/mi cercano e mi fanno male.

Vin di lavôr

Vin di lavôr
tai a preisi
musiche
peraules
sot da sô cuvierte
la poesie a vaî
la miege etât
l' âgrime crote
dal vecjo ch'al nasj
vin di lavôr
musiche
peraule da scrivi
mistîr ch'a si pâe
o a nol pâe
deits prisonîrs
di un cûr
ch'al mouf
la man

Vino di lavoro
Vino di lavoro/
bicchiere a buon prezzo/musica,/parola.
/Sotto la sua coperta /la poesia piange /
la mezza età /lacrima spoglia/del vecchio che nasce./
Vino di lavoro/
musica/parola da scrivere/
mestiere che costa /o non paga/dita prigioniere/
di un cuore/ che muove
/la mano.

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Si vîf - canzone per canzone

Si vîf / Si vive: Si vive  di viaggi, di solitudine, di tempo che con il tempo diventa di seconda mano, si vive di un pianto nascosto e  senza buoni ricordi non si cresce mai abbastanza, si vive comunque ma costa qualcosa il più.

Las agrimes / Le lacrime: Lacrime che ti raccontano, lacrime che sono il doppio filo che lega la vita al cuore. Si muovono presto le tue lacrime conoscono i torti e le ragioni, diventano ruscelli di un mare che si asciuga.

Om o furmie / Uomo o formica: Avvertire l'appartenenza, il senso della terra, la necessità dell'altro. La terra cammina assieme a te e ti rincuora, vuole che tu la segua e che l'ascolti.

J ai clamât la mê vite / Ho chiamato la mia vita: Un chiarimento fra un uomo e la sua vita, una serata passata insieme: rimproveri e complicità attorno al  vuoto che non si riempie con le comodità e le facili soluzioni.

Foes / Foglie: Carnia, è autunno, un ragazzo scandisce il tempo di una stagione, le foglie cadono, lui rivede le tante giornate che si avvicendano e il mutare delle stagioni lo collegano al tempo che passa. Forte avverte il "sapore" della sua infanzia che si trasforma in foglia e cade.

Ce ch'a è? / Cos'è?: Brevi riflessioni su ciò che c'è e non si vede bene. La vita si presenta in tanti aspetti e si lascia leggere e interpretare, come una donna che ballando alza la gonna e ti fa capire che è bello amare la musica.

La tô vous / La tua voce: Ci sono domani che non ritornano, persone che non si rivedranno più. Ci sarebbe tanto da dirsi e le voci insistono e ti chiamano. Vorresti parlare ma non è più possibile. Il dialogo è lasciato al silenzio, una muta nostalgia ti accarezza e ti accompagna.  

Semence / Seme: Il seme viaggia con l'aria e non conosce confini. L'uomo invece vive di mura e di finestre chiuse, l'uomo fatto di silenzio, che vive di confusione è come un fiume che passa ma che esiste da sempre.   

Une peraule buine / Una parola buona: Sono fatto per il "noi", ma vivo solo di me. Sono in ostaggio di me stesso e non sento il resto. Faccio fatica ad amare e allontano ciò che mi è più vicino. Se non semino non raccolgo, e non so dirti che mi manchi. La parola buona, è la parola che diventa essere.

Ultims pinsîrs / Ultimi pensieri: Una musica suona e una lacrima balla. Nel silenzio della tua casa, fra le mura del tuo essere hai paura. Porti con te qualcosa che non è mai finito. E non c'è mai tempo abbastanza. Sono lunghi gli anni insieme così come sono lunghi gli anni se rimani solo.

 

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Credits

Questo sito è una iniziativa del Circolo Culturale FOES.

Redazione dei contenuti: Luigi Maieron e Franco Giordani

Realizzazione tecnica: Massimo Marchetto (consulentiweb.com)