Gianni Mura racconta un mondo di note

IL GAZZETTINO del 7 marzo 2007, di Roberto Vicenzotto

C'è un mondo di emozioni racchiuso fra i paralleli dei cantautori italiani e dei francesi, intrecciato con i meridiani dialettali e popolari, congiunti dai poli della canzone di lavoro e politica.

È l'universo di Gianni Mura, giornalista non solo sportivo che ha tenuto l'uditorio attento per due ore parlando di musica. Quelli della canzone sono sentimenti contrabbandati fra bolle di sapone come "La gatta" di Gino Paoli e "Buonanotte fiorellino" di De Gregori, migrati nella "Miniera" di Giorgio Consolini, fra gusti musicali che nascono e passano come per i vini. Gli indirizzi da cui partire possono essere "Via Broletto 34" fra eros e violenza, vicino a dove si trova l'Endrigo di una "Teresa" tanto carnale quanto vera. L'enciclopedico mondo musicale di Mura sarebbe transitato anche dal "Musichiere" per battere Spartaco Ditri, ma è andato oltre le Alpi per trovare Gilbert Becaud. L'acqua del pianeta musicale è napoletana, con "Reginella", cantata chitarra e voce da Murolo. L'etere riporta l'anima di Luigi Tenco, "vissuto troppo presto e morto con anticipo", quanto basta dicendo "Mi sono innamorato di te". Se politica dev'essere, è quella dal basso. Quella del "Soldato Nencini" di Jannacci, terrone di nascita e soldato ad Alessandria, con un cognome toscano come quello di chi ha vinto il Tour de France nel 1960. Se non è farsa è dramma e niente può essere più della gucciniana "Auschwitz". L'impressione diventa impressionismo quando, con poche pennellate, si profila "Una giornata al mare" dei fratelli Giorgio e Paolo Conte. "Canzone dell'amore perduto" di Faber è l'anticamera alla composizione dialettale che può proporre in "marilenghe" anche "Il poeta" di Bruno Lauzi, come Gigi Maieron interprete di "Il forest" traduzione di "Lo straniero" di Moustaki a sua volta traducente. Stando Pordenone più vicino al Veneto, gli echi dotti sono della scuola veneziana di Alberto D'Amico e del suo canzoniere, come quello di Gualtiero Bertelli. "Quando andrò in pensione comincerò a scrivere parole per canzoni, per la musica sto cercando di corrompere Ricki Gianco" - confida il giornalista. Per non finire con una canzone allegra su un naufragio ("Titanic" di De Gregori), chiediamo a Gianni Mura tre vini per brindare alla memoria: "A De Andrè associo un Barolo, per Endrigo un Tocai da chiamare ancora così, a Piero Ciampi un Bolgheri rosso". Altro che Champagne per brindare a un incontro.