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La vita secondo Mauro Corona e Gigi Maieron

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di Mariarosa Rigotti
Messaggero Veneto - 21 gennaio 2008
Dalla quiete alla tempesta. Questo il clima in quello che si rileva un vero e proprio happening (termine che certamente farà inorridire uno dei protagonisti), venerdì sera, al Belvedere di Tricesimo. Dove almeno 600 persone assistono all’incontro-spettacolo tra il pubblico e... Due uomini di parola, ovvero Mauro Corona e Luigi Maieron.

Momenti di sentimento e di colore, Corona che minaccia di non presentarsi più in pubblico come conseguenza di una domanda maldestra arrivata da uno spettatore e centrata sulla bandana di Corona dopo l'invito a porre domande... Uno spettacolo uguale ai precedenti, ma in realtà sempre diverso, giocato su un canovaccio volutamente variabile. Parole leggere di poesia, sentimenti, emozioni, ma anche pesanti come macigni quando si parla di occasioni perdute, del non detto alle persone che si amano, dell’ansia per i figli che tardano la sera. E poi la necessità della memoria per le cose da tramandare. Ogni paese, anche Tricesimo – dice Corona –, dovrebbe avere qualcuno che raccoglie dati, incasella figure, personaggi, per la conservazione dell'identità. Guai rincorrere falsi miti. Come suggerisce l'opera di Corona, Cani, camosci, cuculi e un corvo. E ancora la depressione, «il male di chi mangia tre volte al giorno». «La vita – dice Corona – è come una cesta piena di roba che non ti dà nulla se non vai a pigliartela». Parole che si alternano e fondono con canzoni che sono documenti di vita, come la storia di Anna (alla quale Maieron ha decicato un libro) che cammina nella neve per tentare di portare a casa il suo uomo. Ogni canzone è un documento perché basata su una vicenda vera, la musica, laddove riscritta, rispetta la composizione originale, come nella centenaria Mieli, che narra del rimpianto dell'emigrante per il suo paese. Da dire che accanto a Maieron con la chitarra ci sono la giapponese Mariko Masuda (violino) e Franco Giordani (voce, chitarra e mandolino). La serata – promossa dall'associazione Amare Tricesimo in collaborazione con altri due sodalizi locali, Alpinismo Friulano e Borclipà – non dimentica la solidarietà con una raccolta a beneficio di un’altra associazione, Buon Natale India.

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