Mauro Corona a Castelfranco

IL GAZZETTINO, 29 aprile 2007, di Matteo Ceron

Mauro Corona a Castefranco. L'alpinista, scultore, scrittore e illustre libero pensatore di Erto sarà nella città murata martedì, in occasione della rassegna "Un Castello di Libri", organizzata dalla Biblioteca Comunale di Castelfranco.

 

Alle 18, in Teatro Accademico, parlerà del suo ultimo libro "I fantasmi di pietra", e sarà protagonista dello spettacolo "Due uomini di parola". Con lui sul palco, per un dialogo tra parole e musica, ci sarà il musicista Luigi Maieron (voce e chitarra), insieme a Michele Gazich (violino), Franco Giordani (mandolino, chitarra e voce) e Paolo Manfrin (contrabbasso). Da un incontro con Corona ci si può aspettare praticamente di tutto. A dirlo è lo stesso Luigi Maieron : «Ogni volta che proponiamo uno spettacolo con Mauro Corona esce qualcosa di diverso - dichiara - Partiamo dal suo pensiero, lui improvvisa molto e i temi che vengono tirati in ballo di volta in volta possono dipendere da tanti fattori. Certo, sono sempre temi legati al vissuto, ma non c'è nulla di organizzato a priori». Prende vita così un vero e proprio dialogo che mette in diretta continuità il pensiero di Corona con la musica di Maieron : «Lui fa nascere il pensiero e la parola - continua a spiegare il musicista - e io parto da quello che dice, ampliando con la musica i suoi ragionamenti, sviluppando il suo punto di vista, oppure offrendo stimoli nuovi». Da quanto proponete questo spettacolo? «La prima volta è stata a febbraio dello scorso anno. Ne è uscito subito un spettacolo a tutto tondo, in cui vengono messe insieme poesia, prosa, musica e anche del teatro». Una collaborazione nata quasi per caso. «Ci eravamo letti a vicenda - spiega Luigi Maieron -. Io avevo letto i libri di Mauro, lui aveva letto il mio "La neve di Anna", ci siamo conosciuti a livello personale e ne è nata una collaborazione dettata da un profondo rispetto». Lo spettacolo riscuote sempre parecchio successo: «Si sa che Corona è capace di smuovere le folle. Sarebbe impossibile riuscire a rispondere a tutte le richieste che ci vengono fatte. Abbiamo quindi deciso di proporlo al massimo cinque sei volte all'anno, a seconda delle condizioni e dei posti». E la scelta è ricaduta anche su Castelfranco. Perché? «Anzitutto il Teatro Accademico è molto bello. Inoltre abbiamo apprezzato il fatto che gli organizzatori siano legati al mondo dei libri. Avevano contattato Mauro Corona per presentare il suo ultimo libro, poi c'è stata la proposta di fare qualcosa che implicasse anche la musica e così ha chiamato noi. Tra l'altro a Castelfranco ci avvarremo anche di una collaborazione straordinaria, Michele Gazich al violino. In questo periodo stiamo lavorando insieme per la registrazione del nostro nuovo disco, che uscirà a settembre».