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di Sandra Mansutti
Il Gazzettino - 1 Maggio 2001

Artegna - Parole, parole dette e cantate, parole che dichiarano il proprio limite - l'ambiguità e il falso - e cercano la ragione e la radice o cedono a un silenzio che è ascolto, musica. E nelle parole, dette e suonate, c'è un intero mondo, una vita vissuta e viva, perché "la parola vera è quella che diventa essere" e risuona e rivive in chi l'ascolta.

Gigi Maieron, il cantautore carnico, propone le sue canzoni all'interno della trama di riflessioni, dubbi ed emozioni che le ha generate: ne nasce l'inedita forma di spettacolo "Il troi e la ruvîs" (Il sentiero e la frana) che ha inaugurato ad Artegna la 5. edizione della rassegna "Seres di Mai".

Accompagnato da Luciano Marangone (basso), Renato Strukely (pianoforte), Maurizio Magrelli (percussioni) e Claudia Grimaz (canto), Gigi Maieron affida alla voce di Massimo Somaglino i monologhi-dialoghi in cui il poeta-musicista discute con se stesso, si ferma a riflettere, conversa e litiga con la propria anima, cercando di "imparare ciò che è vero" prima che sia troppo tardi. Intenso, emozionante, ma anche divertente, nell'esilarante duetto tra Spiritualità e Fisicità in cui Somaglino interpreta entrambi o nei continui giochi di parole, espressioni comuni e modi di dire che permettono a Maieron di affrontare con leggerezza - ma non superficialmente - le domande "forti" sull'identità, personale e collettiva, sul tempo, sulla vita ed il suo senso. Ed è soprattutto nella musica che gioco, ragionamento e passione diventano un'unica espressione che tocca il cuore e il corpo di un pubblico attento e calorosamente partecipe: canzoni vecchie e nuove cui l'ottimo ensemble offre arrangiamenti originali, sfiorando ritmi latini e sonorità jazzistiche, senza corromperne la "friulanità", ma anzi sottolineando quanto di universale racchiude il canto nato a Cercivento.

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