Martedì, 02 Aprile 2013 20:27

Luigi Maieron - Intensa rilettura del Vangelo

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La Vita Cattolica - 13 Ottobre 2006
Ha convinto il numeroso pubblico la rigorosa lettura scenica che il cantautore e poeta carnico Gigi Maieron ha dato de «Il Vangelo di San Marco», che ha chiuso domenica 8 ottobre nella parrocchiale di Ziracco la terza edizione della manifestazione internazionale dedicata alla migrazione «Ator pal mont».


Dopo il successo de «I Turcs tal Friûl», spettacolo finale dell’edizione 2005 della rassegna culturale, Maieron si è cimentato con la rappresentazione in forma di lettura scenica in lingua friulana per voce recitante maschile, coro femminile e coro di voci bianche del frammento superstite del Vangelo che la tradizione attribuisce a San Marco. Dunque, un’altra storia legata al Friuli nella nuova produzione targata «Gentes». È proprio il legame di Marco con la terra friulana, la sua opera di evangelizzazione in Friuli su incarico di Pietro, a convincere Maieron ad affrontare il testo sacro. Lo fa con pudore. Senza stravolgimenti. Rimane fedele al Vangelo, che traduce in lingua friulana, e ne sottolinea i passaggi più significativi – il tradimento di Giuda, la crocifissione, la risurrezione di Cristo – con la musica e il canto, amplificandone i contenuti: efficaci sottolineature di alcuni tra gli snodi drammatici più intensi.
Per lasciare libero sfogo alla musicalità della parola si affida al coro femminile «le Pleiadi» di Capriva del Friuli, diretto da Manuela Marussi, con le voci soliste delle brave Ondina Altran e Manuela Marussi, e al Coro di voci bianche «Artemia» di Torviscosa, diretto da Denis Monte e Barbara Di Bert.
Ad accompagnarli sul palco i musicisti Ivan Cossetti al basso melodico, Daniele Masarotti al violino, Franco Giordani al mandolino e Arianna Plazzotta all’arpa.
Ecco, dunque, il Vangelo di San Marco, nell’intensa seppur rigorosa versione di Maieron. Con quel riguardo che caratterizza la lettura di tutto il testo, assolutamente antiaccademica, che lo stesso Maieron riserva per sé, svelando ancora una volta l’attualità di un messaggio, che non smette di emozionare e far pensare. Lo spettacolo scivola via con discrezione e tempi teatrali, nell’alternanza di canto e parola, appassionando fino alla fine dei suoi sessanta minuti. A giudicare dall’accoglienza del pubblico, che ha gremito la parrocchiale di Ziracco, con questo lavoro il cantautore è riuscito davvero nel suo intento: quello di «toccare il cuore delle persone»

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