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Martedì, 02 Aprile 2013 14:28

L’uomo del bosco

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di Nicola Cossar Messaggero Veneto - 26 luglio 2008
Domande a Luigi Maieron
1 C’è sempre un rapporto quasi sacrale, spirituale tra il bosco e Mario Rigoni Stern, Mauro Corona e Luigi Maieron. Luigi, com’è nato questo spettacolo Con il cielo e le selve che presenti domani al Mittelfest?
«Da un comune sentire, prima di tutto, da un profondo e innato rapporto con il mondo della natura. Ricordo che il regista e attore Pino Petruzzelli venne a sentire me e Corona all’Elfo di Milano. Comprò i miei dischi e mi disse: “Abbiamo questo progetto su Rigoni Stern e abbiamo ascoltato le tue canzoni. Sei tu l’uomo del bosco ideale. Ti va di scrivere le canzoni per uno spettacolo di taglio teatrale per rendere omaggio al grande Mario?”. Risposi di sì, proprio perché sentire questo mistero quasi sacro del rapporto con la natura e con la montagna ci accomunava fortissimamente. Purtroppo, il grande scrittore di Asiago era già molto malato e non abbiamo avuto la possibilità di approfondire insieme il lavoro»

2 Il punto di partenza è dunque Uomini, boschi e api... «Sì, la sua filosofia, i suoi colori, soprattutto il desiderio di semplificare, asciugare, sottrarre e sottrarsi, per arrivare all’uomo nudo con la sua anima di fronte all’universo».

3 Lo spettacolo parla di questo? «Lo spettacolo, che presento con al mio fianco Franco Giordani, incarna questa silenziosa frugalità, una visione interiore che condivido con Petruzzelli e prima ancora ho condiviso con Corona e Rigoni Stern».
4 I testi sono in friulano? «Li ho scritti in italiano e in friulano. E poi presenterò un inedito dedicato, con tutto il cuore, a questo scrittore che se n’è andato, ma che ci la lasciato una meravigliosa eredità spirituale».
Letto 2667 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Aprile 2013 14:34