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Corona e Maieron uomini di parola

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di Cristina Savi
Messaggero Veneto - 17 Agosto 2010
Attesi dalla consueta curiosità, uno degli scrittori più amati dal pubblico della regione, Mauro Corona (che è anche uno dei più apprezzati scultori lignei contemporanei, noto a livello europeo, e alpinista di fama, conosciuto per avere aperto diverse via di scalata sulle sue montagne), e il musicista friulano Luigi Maieron (cantautore, poeta e drammaturgo che compone i propri brani in dialetto friulano e in italiano, il cui stile coniuga la tradizione musicale friulana al country d’oltreoceano e il cui tono sommesso, roco fu definito da Gianni Mura «la voce di un albero») saranno i protagonisti – domani, alle 18, a Piancavallo, in piazzale della Puppa – dell’ultimo appuntamento con la rassegna “Cultur@ in transito”.


Presenteranno ai loro tanti ammiratori la versione aggiornata dello spettacolo-incontro “Due uomini di parola... ”, evento fra musica e parole ideato e proposto a quattro mani e due voci e senza mediatori tra i due artisti e il pubblico, per creare momenti di riflessione. La musica di Maieron, che sarà accompagnato dalla sua band, e i monologhi di Corona si susseguono con un’unica regola: l’improvvisazione. Corona parla mescolando il suo pensiero a quello degli autori di riferimento. «Leggere e scrivere sono il risultato di due solitudini, mentre il suono è percuotimento, non è più solitudine». Maieron segue il filo rosso di Corona: «Un libro è una bottiglia di vino, la musica è un distillato».
Non ci sono presentatori: il contatto tra i protagonisti e il pubblico è diretto. Non esistono scalette: tutto è rigorosamente improvvisato in questo spettacolo che «è uguale ai precedenti, ma in realtà sempre diverso, giocato su un canovaccio volutamente variabile». La prima di “Due uomini di parola... ” risale infatti al febbraio 2006 e molti altri incontri, da allora, si sono susseguiti (con tappe prestigiose come il Teatro dell’Elfo di Milano nel 2007), proponendo l’intreccio tra i racconti di Mauro Corona e le musiche di Luigi Maieron, registrando ovunque un’affluenza di pubblico sorprendente.
Merito di due artisti e uomini di spessore, con molti punti in comune, per esempio il fatto che siano entrambi figli della montagna friulana (pordenonese l’uno, carnica l’altro), più o meno coetanei, appassionati di letteratura, schietti e diretti sia nel loro modo di essere sia nel rapportarsi con chi li ascolta.
L’ingresso è libero. In caso di maltempo l’incontro si terrà nella sala convegni.

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