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Capuozzo, Maieron e Corona ancora insieme per l’Abruzzo

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di Lucia Aviani
Messaggero Veneto - 20 aprile 2009
La scenografia è sempre la stessa, essenziale, con un tavolino, tre sedie e lo spazio per i musicisti. Sempre lo stesso è anche il leitmotiv dello show, un invito alla generosità, ad aprire il portafogli a sostegno di un progetto di solidarietà. Cambiano invece gli spunti, il filo della riflessione, le gag, l’ordine delle canzoni. Tre uomini di parola è uno spettacolo in continua evoluzione, con una struttura canonizzata eppure ogni volta diverso, un piccolo mondo nuovo a ciascuna replica, scandito da una tempistica che si adegua al canovaccio del momento.


L’altra sera il trio Capuozzo-Corona-Maieron ha riempito il palasport di Cividale, per la festa conclusiva delle celebrazioni in onore degli uomini dell’8° reggimento alpini rientrato dall’Afghanistan: è stato l’atto ultimo del progetto umanitario Un ponte per Herat, ideato dall’Ana della città ducale, ma non del tour dei Tre uomini di parola. «Continueremo - ha annunciato il reporter e regista tv, Toni Capuozzo -, animati dallo stesso spirito che ha contraddistinto, finora, questa esperienza. Abbiamo fatto qualcosa per l’Afghanistan. Ora pensiamo all’Abruzzo: vogliamo promuovere un’azione specifica e concreta, non una raccolta fondi da destinare genericamente alla ricostruzione».
Tema del giorno, quindi, il terremoto, pur con incursioni nella missione a Herat e conseguenti blitz del giornalista sugli spalti per botta e risposta con il tenente padre di famiglia, la donna alpino, la moglie del militare in missione.
Serietà e comicità insieme, in un mix ben equilibrato, con un Mauro Corona calato piú che mai nel proprio personaggio - battute a raffica, con stile - e un Gigi Maieron particolarmente impegnato. «Lo faremo cantare tanto, stasera - aveva annunciato Toni Capuozzo -, perché gli argomenti sono seri, ma questo deve essere anche un momento di festa, per dire grazie agli alpini tornati dall’Afghanistan». L’avvio dello spettacolo è stato affidato a uno dei pezzi forti della tournée: Mieli. La conclusione al brano assurto a vero e proprio inno dello spettacolo, la travolgente ballata Mago Tiracca.
Terremoto, si diceva: da due settimane è l’argomento clou, per i media. «Mi dà fastidio il giornalismo avvoltoiesco - ha esordito Corona -: eppure è la cartina al tornasole di ciò che vuole il popolo televisivo. C’è una curiosità morbosa, in questa società». Poi la crisi economica, con una riflessione cara allo scrittore di Erto: «Che Dio benedica questa crisi. Dovremo tornare a usare le mani, a fare l’orto».
I Tre uomini di parola continueranno il loro tour, dunque. Per il momento si annuncia un passaggio televisivo: lo spettacolo è stato ripreso durante la serata cividalese dalle telecamere di Mediaset. Verrà proposto a Pomeriggio 5.

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