I fantasmi di pietra

9 ottobre 1963 ore 22.39 duemila persone entravano nel nulla per ambizione e interesse altrui…  I sopravissuti  non sbraitano, sono gente di montagna, tengono il dolore sul   petto, sotto la maglia, come si tiene un’immagine sacra. (Mauro  Corona). Al Vajont, a tutti i Vajont.

 

I fantasmi di pietra sono case deserte
un paese senza le persone
sono finestre chiuse che hanno imparato
ogni voce di quelle strade
Sono madri che pregano per i figli lontani
le madri sono tutte uguali
le carezze i baci
per i figli che non sono tornati
Ma dov’è la gente che manca dov’è in quale stanza?
Ma dov’è non si sente niente dov’è la gente?
I fantasmi di pietra custodiscono i sogni
spezzati prima del tempo
stanze chiuse fuoco spento
sogni rimasti lì dentro
Ma dov’è la gente che manca dov’è in quale stanza?
Ma dov’è non si sente niente dov’è la gente?
I fantasmi di pietra segno e memoria
di ogni voce e del silenzio che resta
ogni croce racconta la terra
e in cielo accende una stella
I fantasmi di pietra accarezzano i bimbi
abbracciano le persone
come fossero ancora lì
dietro al portone
Ma dov’è la gente che manca dov’è in quale stanza?

Luigi Maieron: Voce, Chitarra acustica
Davide “Billa” Brambilla: Fisarmonica e Piano
Franco Giordani: Banjo, Mandolino
Ellade Bandini: Batteria
Simone Serafini: Contrabbasso
Francesco Piu: Chitarra elettrica

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